Che differenza c’è tra una badante in nero, comunitaria o extracomunitaria

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badante milano como lecco

Entrambe sono in nero, quindi non hanno un lavoro. Non hanno un lavoro riconosciuto.

Offrendo un lavoro in nero, il datore di lavoro, deve mettere in preventivo l’eventualità che a fine lavoro la badante gli faccia una vertenza, che quasi sempre vincerà. Basta che ci siano persone (futuri testimoni) che la vedano, vicini, medico, farmacista, negozianti, portalettere ecc. frequentare la famiglia per la quale lavora. Nel caso dovesse esserci un infortunio i guai per il datore di lavoro si moltiplicherebbero.

Accettando un lavoro in nero non si ha diritto a nulla perchè non si è in nessuna regola e nessun contratto, TFR (un mese all’anno in più pagato a fine lavoro), ferie (26 giorni pagati all’anno pur restando a casa propria), permessi retribuiti, corsi di riqualificazione, tredicesima (un mese in più pagato a Natale), contributi Inps validi per la pensione di vecchiaia, tutela in caso di malattia ecc.

Una lavoratrice extracomunitaria, oltretutto, senza bollettini Inps, non rinnova il permesso di soggiorno al SUI (sportello unico immigrazione) quindi diventa una clandestina che rischia, se scoperta, di essere rispedita nel proprio paese, mentre una lavoratrice comunitaria, può sempre tornare al suo paese in auto, rifare al massimo un permesso turistico e tornarsene in Italia quando vuole.