Badanti, conoscere la lingua del badato

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Badanti conoscenza lingua

Sebbene in aumento, di italiani/e che svolgano la professione di badante ve ne sono ancora pochi. La maggior parte delle badanti non è italiana, eppure le persone a cui si deve badare sono italiani, anzi, italianissimi.

Gli anziani, prima che le persone di mezza età, adottano un italiano ancora più radicale, se non dialettale, data la loro età e data l’estrazione territoriale.

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Badante e la conoscenza della lingua della persona anziana

La badante ha il dovere di conoscere la lingua della persona che dovrà badare, poiché il rapporto tra badante e paziente è estremamente importante in quanto proprio sul rapporto linguistico si basa la loro relazione, in quanto l’anziano ha solo la parola come proprio strumento attivo per farsi capire.

Se la badante non capisce ciò che gli viene chiesto, viene meno il proprio compito principale: sapere cosa c’è da fare.

Certo, è altrettanto fondamentale che la badante capisca a prescindere dalle parole, ciò che le viene chiesto, dunque che abbia le capacità di intuire quando il paziente si trovi in una situazione di difficoltà, persino quando il paziente stesso non se ne accorge.

Altre volte, però, la conoscenza della lingua risulta fondamentale poiché vi sono della patologie che colpiscono proprio l’articolazione linguistica, e dunque si tratta di intuire precisamente cosa il paziente voglia dire sebbene sbiascichi le parole.

Una badante che non capisca ciò che le viene detto, o che non riesca ad intuire ciò che le viene detto – sebbene a partire da una parola distorta dalla malattia che affligge il paziente – crea un danno non indifferente, poiché il paziente si sente isolato all’interno del proprio dolore, si sente incompreso ed abbandonato, e ciò non farà che acuire i suoi problemi sentendosi sempre più inutile.

badanti straniere linguaBadante, parlare ed ascoltare

Uno dei compiti fondamentali della badante è quello di ascoltare il proprio paziente, di capirlo, di chiacchierarci, di fargli sembrare normale una situazione che normale non è. Abbandonare nella solitudine l’anziano può generare altrettanti problemi come ansia e depressione poiché vede l’unica persona – di fatto – che gli sta accanto, distaccata, aliena, disinteressata alle sue parole.

Badare ad un anziano non significa solo accudirlo fisicamente, e dunque stare attenti a che mangi, a che possa espletare i propri bisogni, a che mantenga una igiene, ma anche accudirlo emotivamente, fargli sentire che c’è qualcuno che gli sta vicino e che non sia abbandonato al proprio dolore con, di fatto, una persona estranea che nemmeno capisce ciò che dice. E’ vero: gli anziani ritornano bambini, ma non dimenticano di essere stati adulti: un bambino lo si accudisce a prescindere dalle parole, sebbene lo si accudisca intuendo ciò di cui ha bisogno attraverso la capacità di interpretare il significato di un pianto; ma un anziano lo si accudisce anche con la parola.

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