Come non far sentire soli gli anziani durante le feste

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Assistenza Anziani e Badante

GLI ANZIANI A NATALE

Per Aes Domicilio, cooperativa sociale che si occupa di badanti conviventi, gli anziani soli sono i nostri anziani, i nostri nonni, sono coloro che hanno conosciuto la fame, che hanno subito l’orrore della guerra e delle privazioni, ma che hanno saputo ricostituirsi e ricostruire la nostra bella città garantendo a noi un futuro di pace. Per questi anziani, a cui dobbiamo la nostra serenità, il benessere e la libertà, scende in campo con spirito di attenzione e cura la nostra equipe e le nostre badanti per non lasciarli soli proprio il giorno di Natale, festa di tutti, il giorno dell’incontro e della gioia.

Molti di questi anziani sono soli perché hanno perso i loro consorti, compagni di una vita, oppure perché non hanno figli né famigliari, la solitudine è una condizione avvilente che affligge non solo gli anziani ma sempre più persone in tutte le età della vita.

L’ANALISI ATTENTA DI UN NEUROPSICHIATRA

Sembra di capire allora che la solitudine gioca un ruolo determinante nella patologia depressiva, ma non per tutti. Come distinguere chi è solo e sta bene da chi invece ha bisogno di aiuto?

“La sofferenza psicologica che accompagna la malattia presenta numerose sfaccettature, una progressione di sentimenti negativi circa il modo di sentire la propria vita. Il primo di questi sentimenti è la tristezza, caratterizzata dalla percezione indistinta di stanchezza, debolezza, povertà di vita, intima oscurità, alla quale può seguire l’esordio di un malessere, solitamente indicato come disforia o malumore, che già può preludere alla depressione.

È come se ci fosse un vuoto in una parte della personalità, segnata da una sensazione di disagio e di inadeguatezza ai propri compiti, da una difficoltà a mantenere i legami affettivi che gradualmente perdono di intensità. In questa visuale la tristezza potrebbe indicare una mancanza di benessere, per la difficoltà a raggiungere una soddisfacente condizione di equilibrio, oppure una depressione incipiente, quando in un crescendo compaiono solitudine, isolamento e abbandono.

Nella solitudine convivono due espressioni contrastanti: la prima ha valore positivo e comprende la capacità di stare da soli con se stessi come passaggio necessario alla formazione della propria identità. La seconda, invece, richiama la perdita degli altri, il timore dell’esclusione e dell’emarginazione, come può succedere nella condizione involontaria di persone che sono prive di legami o di relazioni con gli altri. Sempre in senso negativo, la solitudine può essere subita anche come abbandono a causa della depressione dell’umore: la perdita degli interessi e dello slancio vitale, infatti, sono sentimenti penosi per se stessi ma anche per gli altri.”

LE BADANTI IL GIORNO DI NATALE

Le nostre badanti in mancanza di reazione, di forza di volontà cerca di intervenire con meccanismi sufficienti a risollevare l’umore del malato.Perché tutta questa sofferenza diventa particolarmente dolorosa il giorno di Natale?

Nella solitudine della depressione la sicurezza del Natale viene vissuta acutamente dagli emarginati, da soggetti in crisi senza conforto alcuno, da quanti hanno perduto legami o contatti dell’ambiente da cui provengono. In questa giornata in cui trionfano gli affetti famigliari, più fortemente viene avvertito il senso di perdita da parte di chi questi affetti famigliari non li ha più. La famiglia è vista come oasi della serenità e ciò che ci proponiamo di realizzare e la dimenticanza della solitudine, l’aiuto concreto al dì di festa e una buona compagnia che sappia emarginare il senso di spaesamento.

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